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Venture capital: scenari di breve e lungo periodo

Cosa aspettarsi dal futuro del VC mondiale, europeo e italiano?

La traiettoria degli investimenti in VC nel lungo termine sarà positiva e crescente, ma nel breve periodo non è esente da volatilità, dettate da cambiamenti strutturali nel ciclo macroeconomico.

Il 2021 ha visto il mercato del venture capital superare record dopo record le più rosee aspettative.

A livello mondiale, gli investimenti in VC hanno raggiunto $621 miliardi, più che raddoppiando rispetto all’anno precedente.

L’Europa si è maggiormente affermata come una delle regioni emergenti nel venture capital, raggiungendo i $93.3 miliardi di raccolta di capitali.

Dai dati relativi al primo trimestre il mercato sta sperimentando un’inversione di tendenza, complici l’aumento del tasso di interesse e il crollo dei titoli di aziende tech. Il fundraising per le startup si preannuncia molto sfidante per l’anno in corso. Tale scenario è infatti determinato dalla vertiginosa inflazione, (che solo a marzo ha raggiunto l’8,5% negli Stati Uniti), causata dal colpo di coda della pandemia in Cina, unita all’incertezza sull’offerta di energia ed alimenti, scaturita dalla guerra tra Russia e Ucraina.

Risultato? Gli investimenti dei VC nel Q1 2022 a livello globale hanno rallentato a $144.8 miliardi su un totale di 9349 deal, rispetto ai $191.9 miliardi del Q4 2021.

Nonostante il rallentamento che il settore sta sperimentando a livello mondiale, i finanziamenti in Europa confermano l’ottimo momento, attestandosi a $27.5 miliardi nel Q1 2022, con una crescita di circa il 5% rispetto al Q4 2021. Questo dato è forse spiegabile dallo sconto che lo scenario europeo paga in termini di maturità del mercato. 

L’interesse che il vecchio continente sta sperimentando è infatti dovuto ad una combinazione di differenti variabili:  le valutazioni di startup e scale up ad alta crescita inferiori rispetto ai comparable americani, che le rendono più appetibili per investitori esteri; il crescente supporto in termini di accesso al capitale garantito dai governi europei; la presenza e disponibilità ad una forza lavoro qualificata (e a basso costo come nel caso italiano) ed, infine, diverse exit che aumentano visibilità e permettono un reinserimento dei capitali investiti nell’ecosistema.

Il trend europeo trova sostanza anche rispetto al contesto italiano. Infatti, il Q1 2022 si è concluso con circa €420 milioni investiti in equity nelle startup italiane e la consacrazione di Scalapay ad unicorno. Tale risultato proietterebbe verosimilmente un atterraggio intorno ai 2 miliardi di capitali investiti, raddoppiando il risultato dell’anno precedente.

Cosa ci dobbiamo aspettare allora dal futuro del VC mondiale, europeo e italiano?

Se è vero, come ben ribadisce Jonathan Medved, CEO di OurCrowd, che mentre la traiettoria degli investimenti in VC nel lungo termine sarà positiva e crescente, allo stesso tempo non è esente da volatilità nel breve periodo, dettata da cambiamenti strutturali nel ciclo macroeconomico.

Come un “memento mori”, riportiamo di seguito i consigli da parte di Doug Leone e Micheal Moritz, partner di Sequoia Capital, uno dei migliori fondi di VC al mondo, su valide strategie da adottare in periodi di recessione, come ad esempio a valle della crisi finanziaria nel 2008.

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