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Venture Capital: perché gli investitori stanno guardando la Cina

Dalla fine del secolo scorso, la Cina ha conosciuto uno sviluppo economico eccezionale che l’ha condotta in cima ai paesi industrializzati, in diretta concorrenza con il gigante statunitense.

L’evidente ascesa del Paese ha attirato l’attenzione delle start-up e delle società tecnologiche più innovative, che guardano la regione servita dal paese più popoloso, nonché seconda economia più grande del mondo, come luogo di espansione necessario per raggiungere un ruolo di leadership su scala globale.

Allo stesso tempo, un afflusso di interesse da parte degli investitori transfrontalieri ha portato ad un recente boom nel panorama del Venture Capital cinese.

La Cina sarà presto la prima economia mondiale

La crescita dell’economia cinese marcia speditamente. Secondo le ultime stime del Fondo monetario internazionale (FMI), entro il 2030 la Cina avrà superato gli Stati Uniti come prima economia al mondo.

Le aziende cinesi sono sempre più numerose nella lista Fortune Global 500: nel 2021, il 40% delle aziende in lista è cinese. Per il secondo anno consecutivo dopo il 2020, anno in cui gli Stati Uniti sono stati superati per la prima volta, la Cina prevale in termini di numero di aziende.

Per diventare la prima potenza economica del pianeta, il governo cinese mira ad assumere una condizione di leadership tecnologica. Di qua lo sforzo posto anche sulla formazione e la ricerca scientifica.

Nel 2018, Giappone, Corea del Sud e Cina hanno speso 613 miliardi di dollari in R&S (con un impressionante 78% guidato dal settore privato), guadagnando 3 delle prime 5 posizioni della classifica mondiale, insieme a Stati Uniti (primo posto) e Germania (quarto posto). La sola Cina, che nel 2000 spendeva 9 miliardi di dollari in R&S, nel 2018 ha raggiunto i 293 miliardi di dollari, la seconda cifra più alta al mondo.

La strategia messa in atto dal governo cinese include anche iniziative a sostegno del sistema economico per favorirne la ripresa e infine la definizione di un piano di lungo periodo che tenga conto dell’evoluzione dello scenario internazionale.

Il nodo fondamentale è, dunque, lo spostamento del centro di gravità politico, finanziario e tecnologico verso l’Est. Per qualsiasi azienda con ambizioni da multinazionale, l’Asia è diventato un mercato imprescindibile. Mentre le startup dalle tecnologie più disruptive stanno includendo l’Est nelle loro strategie di sviluppo, gli investitori stranieri stanno riversando la loro attenzione verso il Venture Capital in Cina alla ricerca delle migliori occasioni di investimento.

Boom del Venture Capital in Cina: cosa sta attraendo gli investitori

Gli investimenti in Venture Capital in Asia sono cresciuti di 5,2 volte tra il 2015 e il 2020. Secondo i dati Pitchbook, solo nella Grande Cina (Cina, Hong Kong, Macao, e Taiwan) nel primo trimestre del 2021, sono stati chiusi ben 2.366 deal, con un investimento di capitale pari a 56 miliardi di dollari. Mantenendo questo ritmo la regione riuscirà a superare i 100 miliardi di dollari entro la fine dell’anno.

Aumentano anche le exit. Il primo trimestre del 2021 ha registrato 99 exit per un valore di 137,5 miliardi di dollari. Di queste, 20 superano 1 miliardo di dollari.

Gli impressionanti progressi del settore lo hanno reso il più grande mercato al mondo in termini di investimenti raccolti da startup e numero di unicorni, secondo soltanto a quello statunitense.

Il recente boom nel panorama del Venture Capital cinese è stato alimentato anche grazie all’incremento degli investimenti stranieri. Quasi un quarto di tutti gli accordi VC nella regione include almeno un investitore con sede al di fuori della Grande Cina.

Negli ultimi anni, gli investitori con sede negli Stati Uniti, come Sequoia Capital e Lightspeed Venture Partners, hanno creato team e fondi finalizzati a investire in aziende promettenti con sede nella regione.

Ad attrarre e stimolare gli investitori non nazionali sono in particolare l’adozione accelerata della telefonia mobile, la penetrazione delle multinazionali, le iniziative high-tech dei consigli di sviluppo economico e una classe media in rapida espansione.

Inoltre, secondo Tech Crunch, l’Asia è l’unico continente al mondo dove è possibile per una start-up diventare un unicorno in 5 anni o meno: in media occorrono 7 anni negli Stati Uniti, 8 in Gran Bretagna e 11 nell’Unione Europea.

Suscita interesse anche la mediana delle valutazioni pre-money e dei ticket d’investimento nei round A e B in scale-ups asiatiche, storicamente 2-3 volte superiore rispetto a mercati del venture financing meno maturi, come quello europeo.

Diventando la Cina la potenza dominante nel prossimo futuro, sarà li, insieme ai paesi del sud-est asiatico, che gli investitori continueranno a guardare alla ricerca delle opportunità d’investimento più promettenti e interessanti del mercato.