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Social Innovation Monitor: il report 2021 sull’impatto dei Business Angel Italiani

Il 17 novembre, il Social Innovation Monitor (SIM), gruppo di ricerca coordinato dal Prof. Paolo Landoni con base operativa al Politecnico di Torino, ha ospitato l’evento di presentazione del Report completo sull’impatto dei Business Angel italiani 2021. Lo studio è stato realizzato in collaborazione con Doorway e i principali network di Business Angel d’Italia.

Ad aprire i lavori dell’evento, il Rettore del Politecnico di Torino, Prof. Guido Saracco. Seguono la presentazione della ricerca e la tavola rotonda con la partecipazione di Antonella Grassigli, Co-founder e CEO di Doorway SB, Business Angel dell’anno 2021.

Dalla ricerca è emerso come molti Business Angel in Italia investano mossi non solo da ragioni finanziarie, ma anche sociali, mettendo in luce il significativo valore aggiunto dei Business Angel non solo per le giovani imprese che ottengono il loro supporto, ma per l’intero ecosistema. Un segnale molto positivo, ma restano ancora necessari incentivi ad hoc per supportare questa tipologia di investitori e in modo particolare, chi tra questi fa investimenti ad impatto sociale.

Business Angel in Italia: quanti sono e dove investono

Dal Report emergono 1209 Business Angel (BA) nel nostro Paese, con un incremento del 19% rispetto allo scorso anno (erano 1014 nel 2020).

Purtroppo, il gender gap resta invariato, solo il 14% dei Business Angel è rappresentato da donne. La maggior parte dei Business Angel (il 72%) si trova in Italia Settentrionale, prevalentemente in Lombardia e Piemonte. L’area meridionale e quella insulare rappresentano, invece, le zone in cui vi è il minor numero di Business Angel.

Il 46% dei Business Angel sta svolgendo l’attività di manager o dipendente di un’azienda privata. Il 32% invece, è un imprenditore, il 17% è un consulente o libero professionista e il 3% è un manager o dipendente nella Pubblica Amministrazione.

Sulla base del campione analizzato, il 51% dei Business Angel ha dichiarato di concentrare i propri investimenti in specifici settori o specifiche tecnologie.

Rispetto ai settori e alle tecnologie più attrattive per i Business Angel, con il 57% (99 Business Angel) il “Digital Services & ICT” si posiziona la prima posto seguito da “Biotech & healthcare” e “Fintech & big data tech”, con rispettivamente il 55% (97) e il 45% (79).

Il Report stima a 48,1 M € i capitali investiti in totale dai Business Angel italiani nel solo 2020.

Tipologia di investitore e orientamento all’investimento

Il 66% dei Business Angel sono stati classificati come Active Angel, ossia BA che offrono servizi aggiuntivi oltre al finanziamento, agendo anche da coach per l’impresa. Il restate 34% invece, è composto da Passive Angel, coloro che offrono esclusivamente finanziamento.

Un’altra distinzione evidenziata della ricerca è quella fra:

  • Virgin angels: non hanno ancora investito in nessuna impresa e corrispondo al 10% del campione analizzato (+6% rispetto all’anno precedente);
  • Beginner angels: hanno investito in almeno un’impresa ed al massimo in 10, il 66% del campione;
  • Experience Angels: hanno investito in più di 10 imprese (il 24% del campione analizzato)

I Business Angels si differenziano anche per l’orientamento all’investimento in

  • profit-oriented angels: coloro che non danno alcuna priorità ad investimenti in imprese a significativo impatto sociale e quindi non ne possiedono nel proprio portafoglio. Sono il 40% del campione;
  • hybrid angels: le imprese ad alto impatto sociale non sempre rappresentano il target principale dell’investimento, tuttavia nutrono interesse per il tema avendo in portafoglio fino al 50% di imprese di questo tipo. Sono il 47% del campione;
  • impact-oriented angels: attribuiscono un peso rilevante agli investimenti in imprese a significativo impatto sociale ed hanno nel loro portafoglio almeno il 50% di imprese di questa tipologia. Sono l’13% del campione.

L’86% (125) degli Hybrid e Impact oriented Angel è un Impact First Angel, vale a dire che ha dichiarato di investire in settori sottocapitalizzati o di accettare ritorni economici inferiori a quelli di mercato a favore di ritorni maggiori in termini di impatto sociale.

Facendo seguito alla novità introdotta nel report lo scorso anno scorso, la ricerca offre un approfondimento sulle organizzazioni che riuniscono Business Angel sul territorio nazionale: i Business Angel Network e i Business Angel Group. Il 60% dei Business Angel identificati è iscritto a un Business Angel Group (12 identificati) o a un Business Angel Network (15 identificati).

La maggior parte dei Profit oriented, Hybrid e Impact oriented Angel identificati è iscritto a un Business Angel Group o a un BAN.

Nonostante la crescita del numero di Business Angel registrata nell’ultimo anno, i passi da compiere per supportare questa tipologia di investitori sono ancora molti.