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Private Equity e Venture Capital: raccolta a +194% nel 1° semestre 2021

Crescono raccolta (+194%), investimenti (+142%) e disinvestimenti (+76%): i dati sul mercato italiano del Private Equity e Venture Capital del primo semestre 2021

Com’è andato il mercato del Private Equity e del Venture Capital nel primo semestre 2021?

I dati dell’indagine condotta da AIFI, in collaborazione con PwC Deals, mostrano una grande ripresa del Private Equity, sia sul lato della raccolta che sul lato degli investimenti, confermando il PE come la vera alternativa al finanziamento delle imprese e al sostegno della crescita del Paese.

La pandemia di coronavirus ha portato con se una trasformazione radicale nei modelli di consumo, le banche non sono più in grado di svolgere il ruolo di promotrici della crescita di nuove realtà imprenditoriali avuto negli anni passati, così l’importanza delle prospettive e delle opportunità offerte dalla finanza alternativa sta crescendo in misura rilevante.

Private Equity e Venture Capital: i dati del 1° semestre

Secondo l’indagine AIFI – PwC, nel primo semestre 2021 il settore italiano dei capitali privati ha registrato una raccolta in crescita del 194%, investimenti in aumento del 142% e disinvestimenti in crescita del 76%.

La raccolta è stata pari a a 2.827 milioni di euro, mentre l’ammontare investito è stato pari a 4,5 miliardi di euro. Le operazioni registrate sono 253, in crescita del 102% rispetto alla prima parte del 2020 (125 investimenti) e del 52% rispetto al primo semestre del 2019, precedente la pandemia.

In particolare, il segmento dell’early stage, ossia gli investimenti in imprese nella prima fase di ciclo di vita (seed, startup, later stage), è cresciuto del 314% in ammontare (294 milioni di euro) e del 61% per numero di operazioni, 129.

Il buyout (acquisizioni di quote di maggioranza o totalitarie) ha attratto 1,9 miliardi, registrando un aumento del 22% per ammontare e del 204% per numero, pari a 70.

L’expansion (investimenti di minoranza in aumento di capitale finalizzati alla crescita dell’azienda) ha registrato un ammontare pari a 299 milioni di euro (contro i 31 milioni del I semestre del 2020), distribuiti su 23 operazioni (+64%).

Una crescita significativa è stata registrata per le infrastrutture che hanno attratto un ammontare pari a 2 miliardi di euro su 25 operazioni (contro le 7 operazioni dello stesso periodo dell’anno precedente). Da notare che nel periodo esaminato sono state realizzate 5 operazioni caratterizzate da un ammontare superiore ai 150 milioni di euro, 2 delle quali hanno riguardato il comparto delle infrastrutture.

Sempre per quanto concerne gli investimenti, rispetto alle dimensioni delle imprese, continuano a prevalere le aziende con fatturato inferiore ai 50 milioni, rappresentanti il 72% del numero totale, in leggero calo rispetto al primo semestre 2020 in cui costituivano l’89% del totale.

Con riferimento alla distribuzione settoriale, in termini di numero, nel comparto ICT sono state realizzate 72 operazioni (28% del totale), nel settore dei beni e servizi industriali 45 (18%) e nel medicale 27 (11%).

In quanto a distribuzione geografica, nel Nord Italia è stato realizzato il 69% delle operazioni (pari a 167 investimenti), al Centro il 21% e al Sud e Isole il restante 10%. A livello regionale, la Lombardia si classifica al primo posto sia in termini di numero di operazioni (95, pari al 39% del totale) che di ammontare investito (1,2 miliardi di euro, 27%).

Rispetto ai disinvestimenti, nei primi sei mesi del 2021 sono stati 43, con una crescita del 43% rispetto al primo semestre del 2020 (in cui erano 30), ma ancora inferiore rispetto al dato dello stesso periodo del 2019 (66). L’ammontare disinvestito, calcolato al costo storico di acquisto, si è attestato a 697 milioni di euro, contro i 395 milioni del primo semestre del 2020 (+76%; nel I semestre del 2019 il valore era pari a 886 milioni).

Nella distribuzione dei disinvestimenti per tipologia, nel primo semestre ha prevalso la vendita a soggetti industriali sia in termini di numero, 17, pari al 39% del numero totale, sia di ammontare disinvestito, con il 47% del totale pari a 330 milioni di euro.