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Non di solo agevolazioni fiscali beneficiano startup e PMI innovative: parte III

Seguendo il fil rouge, dopo esser stati trattati nei mesi precedenti preliminarmente le agevolazioni fiscali, esser stata tracciata una sintesi di alcuni aspetti civilistici e giuslavoristici particolarmente significativi ed incentivanti, giungiamo all’ultimo tassello di questo “puzzle” che vede come protagoniste sempre le startup e le pmi innovative, trattando in sintesi del variopinto mondo dei contributi a fondo perduto, dei finanziamenti agevolati e dei contributi in conto interessi.

Incentivi finanziari per startup e pmi: i vari tipi di aiuti

Prima di tutto è importante capirne il significato, perché questi supporti finanziari sono di diversa natura:

  • il Contributo a fondo perduto consiste in una percentuale di spesa (inerente) che viene restituita all’impresa, come contributo che non dovrà essere rimborsato. Esso si calcola sul valore di un bene o di una attività che l’impresa ha pagato e sostenuto e rendicontato all’ente pubblico;
  • il Finanziamento agevolato, in tutto o in parte, trattasi di un cofinanziamento erogato con fondi pubblici ad un tasso inferiore rispetto a quello di mercato. La differenza tra il tasso di mercato e il tasso agevolato è il guadagno per l’impresa;
  • Il Contributo in conto interessi (più raro) è un contributo a fondo perduto calcolato non sul valore di un bene acquistato dall’azienda ma sul tasso di interesse passivo pagato su di un finanziamento.

Secondariamente, è importante capire chi sia il Soggetto che li promuove e li sostiene; in tal sede proveremo ad illustrare, a grandi linee, quello che offre l’Ente pubblico, a partire, per ordine di grandezza, dall’Unione Europea, passando all’Italia ed, infine, alle Regioni.

I finanziamenti a livello europeo

A livello europeo la galassia di aiuti è assai varia ed esistono diversi tipi di fondi che l’Unione Europea riserva in particolare alle startup innovative. E’ importante a tal proposito specificare che la categoria delle startup innovative definita dal nostro Legislatore italiano chiaramente è limitante, e il fatto di esser riconosciute in Italia non comporta in automatico benefici effettivi nell’Unione Europea. Requisito determinante per accedere ai vari incentivi europei diviene di fatto, oltre all’elemento dimensionale ossia rientrare tra le SME (small& medium enterprises), la qualità del progetto presentato. L’Unione Europea ha una importante piattaforma dedicata – Startup Europe Club – che orienta l’imprenditore a capire il tipo di finanziamento che si addice alle sue esigenze specifiche. Le opportunità che si individuano a livello europeo, e che spesso si trascurano, rendono doverosa per una startup e pmi, che sia innovativa, l’esplorazione di esse. Trattandosi di una galassia, come abbiamo definito, non basterebbero diverse pagine per tracciare una sintesi completa, ma in queste righe l’intento non è di descrivere la miriade di proposte presenti e in continua evoluzione, ma di “solleticare” l’interesse in chi legge, di spronarlo affacciarsi oltre i confini nazionali, perché grande importanza è rivolta all’innovazione nell’Unione Europea.

Incentivi statali a sostegno delle imprese

Passando al nostro Paese, invece torna in auge la categorizzazione prevista dal D.L. 179/2012 per le startup innovative e dal D.L. 3/2015 per le pmi innovative.

Sotto forma di finanziamento agevolato, vi è un accesso smart al Fondo di Garanzia per le startup innovative e le PMI innovative. La garanzia copre fino allo 80% del credito erogato dalla banca, fino a un massimo di 5 milioni di euro, ed è concessa gratuitamente sulla base di criteri di accesso estremamente semplificati, con un’istruttoria che beneficia di un canale prioritario (si precisa che queste semplificazioni sono state estese temporaneamente ad una platea più ampia a seguito delle misure straordinarie dovute al Covid previste fino a fine anno, salvo proroga).

Uno strumento misto tra finanziamento e contributo a fondo perduto, destinato alle sole startup innovative, gestito dall’Agenzia Invitalia è Smart & Start, un incentivo nato con l’obiettivo di sostenere la nascita e lo sviluppo di startup innovative mediante cofinanziamento a piani d’impresa, di importo compreso tra 100 mila euro e 1,5 milioni di euro e sullo stesso piano e ammettendo anche un contributo a fondo perduto nei limiti del 20% delle spese sostenute.

Un altro strumento degno di nota, sempre a favore delle sole start up innovative e gestito da Invitalia, prevede due forme di intervento a sostegno delle startup innovative, o meglio due contributi a fondo perduto, il primo per l’acquisto di servizi forniti dalla rete di incubatori, acceleratori e altri enti abilitati ed  il secondo per coloro che hanno ricevuto capitali di rischio da parte di enti abilitati, investitori qualificati o business angels per finanziare i loro piani di sviluppo, per conferimenti superiori a 10.000 euro, che non raggiungono la quota di maggioranza nel capitale sociale e che permangono per almeno 18 mesi (la raccolta fondi deve essere avvenuta senza l’intermediazione di piattaforme di equity crowdfunding). Per questa linea di intervento è previsto un contributo a fondo perduto pari al 100% dell’investimento nel capitale di rischio, nel limite complessivo di 30.000 euro.

Un altro mondo estremamente interessante, che si deve menzionare, oltre ai finanziamenti di cui sopra, è il Venture Capital gestito dall’ente pubblico Cassa Depositi e Prestiti (cdp), dedicato appositamente a tutte le start up e pmi innovative operanti nei settori strategici per la crescita e competitività del paese: deep tech, blockchain, new materials, space economy, healthcare / lifescience, agritech, foodtech, mobility, fintech, social impact, robotics, sustainability. E’ in particolare il Fondo Nazionale Innovazione – CDP Venture Capital SGR, che opera attraverso diversi fondi di investimento diretti e indiretti a sostegno delle start up in tutte le fasi del ciclo di vita.

I finanziamenti regionali

Conclusa la carrellata degli aiuti nazionali, che, per grandi linee rappresenta gli aiuti principali destinati a startup e pmi innovative, arriviamo all’ultimo punto di questo articolo: i sostegni da parte delle Regioni italiane. Quest’ultimo punto è estremamente breve in quanto ogni Regione italiana ha suoi bandi per accedere a preziosi supporti in forme paragonabili a quanto sopra descritto. Resta quindi, come per il mondo europeo, l’invito rivolto a chi legge di indagare su quanto propongono le Regioni stesse visitando i loro siti istituzionali ricordando che ogni regione è un piccolo microcosmo ricco di opportunità. Ad esempio, tra tanti, per dare un’idea di quanto brevemente trattato, è la Regione Emilia Romagna che tramite la sua Società Consortile ART-ER Attrattività Ricerca Territorio ha creato un sito eccellente che orienta l’imprenditore: https://www.emiliaromagnastartup.it/index.php/it

Ciò detto, non ci resta, a conclusione di questo articolo, l’augurio di aver spronato il lettore, sia esso imprenditore, professionista o investitore, ad esplorare queste meritevoli strutture di supporto al mondo dell’imprenditoria connessa all’innovazione che rappresenta oggi più che mai, aspetto determinante per il futuro della nostra economia in scala europea, italiana e regionale.

Doorway e il supporto alle aziende nell’ottenimento di finanziamenti

Sul tema, Doorway si è resa proponente nell’ottenimento di finanziamenti, attraverso le proprie società veicolo, da parte del Fondo rilancio start-up, che rientra nel Fondo Nazionale Innovazione CdP di cui sopra. In particolare questo Fondo investe secondo un rapporto massimo pari a 4 volte l’ammontare investito dagli investitori qualificati (nel nostro caso dalle società veicolo) e comunque nel limite massimo di 1 milione di euro, in co-investimento con i soggetti proponenti. Lo strumento utilizzato è il “finanziamento convertendo”, ossia uno strumento di quasi equity che consiste in un apporto produttivo di interessi figurativi che non dà luogo a restituzione o rimborso, ma che si convertirà in equity dell’impresa target al ricorrere di determinate circostanze, entro 5 anni dall’esecuzione dell’apporto medesimo.