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La crescita degli investimenti in startup in Italia: analisi per settori

Fintech, Life Science, Diversity and Inclusion: settori in crescita con investimenti superiori al miliardo

Il Q1 del 2022 registra €420 milioni investiti nel Venture Capital, per un totale di 54 round di finanziamento ed una crescita dei capitali investiti pari al 35% rispetto al primo trimestre del 2021.

Approfondendo l’analisi per settori, quello Fintech si posiziona in testa con €253,5 milioni raccolti nel Q1 2022. Questo dato era già stato convalidato l’anno precedente, vista la crescita del settore registrata nel 2021. Lo ha confermato lo IAG Index, rapporto di Italian Angels for Growth, basato su un campione di 962 startup nel periodo 2020-2021. Infatti, la rappresentanza delle startup Fintech all’interno dello IAG index è cresciuta del 49% rispetto al 2020. Le ragioni? Sicuramente rappresenta uno dei settori che meglio ha saputo rispondere ai nuovi bisogni dettati dalla pandemia che hanno portato ad una maggiore digitalizzazione da parte di più protagonisti. Da un lato, le banche ed altri attori hanno sviluppato nuovi canali per una digitalizzazione dei processi finanziari, dall’altro anche i consumatori si sono dimostrati più propensi ad una innovazione di questi servizi. Diverse iniziative di successo hanno dimostrato la potenzialità del settore. Tra le varie, sicuramente cruciale quella di Scalapay, diventato ufficialmente il primo unicorno italiano.

Questi risultati sono in linea con il panorama europeo e globale. Infatti, in Europa, i finanziamenti in Venture Capital dedicati al Fintech sono stati pari a $64,5 miliardi nel 2021, più del doppio del precedente record 2020. Vengono incluse qui le raccolte di $900 milioni da parte della tedesca N26 e di $800 milioni da parte di Revolut con sede nel Regno Unito, entrambe nel secondo semestre dell’anno. Inoltre, il settore Fintech europeo è quello dominante in fatto di unicorni: in totale, ci sono circa 70 unicorni europei in diversi settori, e quasi la metà di questi sono in campo Finance. Come sottolineato dal report di IAG, questo significa che l’Europa attualmente rappresenta il 25% di tutti i 120 unicorni Fintech a livello globale (CB Insights).

Anche nella regione EMEA, il mercato degli investimenti Fintech è stato vivace in tutto il territorio, con livelli record di investimenti nel Nord Europa ($18,5 miliardi), in Germania ($5,4 miliardi), in Irlanda (1,6 miliardi$), in Africa ($1,8 miliardi) e in Israele ($900 milioni).

Gli Stati Uniti continuano a guidare il mercato, attraendo la maggior parte degli investimenti Fintech nelle Americhe. Gli investimenti hanno raggiunto $105 miliardi nel 2021 ($53,7miliardi nel secondo semestre) con una crescita di circa il 56% rispetto al 2021.

Non solo Fintech, ma anche altri settori

Insieme al Fintech, è stata registrata una crescita del 14% rispetto al 2020 del settore Life Science. Al terzo posto per investimenti troviamo infatti il macrosettore del Life Science, che solamente nel Q1 del 2022 ha registrato €47,5 milioni in 7 round. Ora, le società Tech (DeepTech e Life Science) rappresentano la maggior parte delle startup analizzate, ovvero circa il 50%.

Come conferma Antoine Papiernik, presidente di Sofinnova, il Covid ha accelerato la comprensione del fatto che la sanità, e gli investimenti in essa, rappresentano un’enorme opportunità e sono fondamentali per il nostro futuro collettivo. L’appetito degli investitori per le startup in questo settore è cresciuto in modo significativo dall’inizio della pandemia. Secondo i dati di PitchBook, nel 2021 sono stati investiti nel settore $81,9 miliardi in tutto il mondo, con un aumento di oltre il 140% rispetto al 2019.  La scommessa di Apollo Global management, società di private equity statunitense, nel Life Science è l’ultimo esempio di penetrazione del PE (Private Equity) in questo settore. La società americana si appresta a impegnare fino a €1 miliardo nella società di venture capital europea Sofinnova Partners, leader del VC europeo nel settore Life Science, nel tentativo di incrementare la propria esposizione nel settore delle Scienza della Vita.

Concludendo, secondo gli ‘angels’ italiani, un ultimo tema che sta assumendo un ruolo sempre più rilevante è quello della Diversity & Inclusion. Le best pratice costituiscono qui un driver importante di innovazione e differenziazione, vedendo un aumento di ricavi e customer satisfaction. In particolare, è la diversità di genere ad essere un fattore cruciale per la crescita di una startup a 360°. Lo IAG index evidenzia che l’Italia viaggia sopra gli standard internazionali. Infatti, tra le startup analizzate, il 41.3% presenta almeno una donna tra i founders, quasi il doppio rispetto all’estero che si ferma al 20%. La distribuzione è relativamente omogena in tutte le industrie analizzate.