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Fintech: investimenti, unicorni e sensibilità ESG in crescita

Fintech: il settore continua a crescere. Investimenti a 98 miliardi nei soli primi sei mesi del 2021. Affiorano nuovi unicorni e decacorni, e cresce anche la sensibilità ai criteri ESG nelle startup attive nel settore.

La pandemia di Covid-19 ha agito come un potente catalizzatore per la digitalizzazione dei servizi finanziari, forzando la ricerca e lo sviluppo di soluzioni innovative che hanno attratto importanti investimenti in Venture Capital, Private Equity e operazioni di M&A.

Anche gli operatori più tradizionali si sono aperti al mondo Fintech e Insurtech riconoscendone l’ormai indispensabile contributo per adattarsi alle nuove esigenze di mercato (user experience di qualità, velocità di risposta, trasparenza e sostenibilità): una grande occasione per le startup attive nei due campi.

Fintech: investimenti globali in crescita

Così, gli investimenti sono lievitati in tutto il mondo: a livello globale nel primo semestre 2021 hanno toccato quasi quota 100 miliardi di dollari (98 miliardi, stando ai dati di Kpmg con 2.456 operazioni tra M&A, PE e VC) contro i 121,5 miliardi nell’intero anno 2020. In particolare, gli investimenti di Venture Capital hanno toccato il record dei 52,3 miliardi di dollari, più che raddoppiando i 22,5 miliardi registrati nel secondo semestre del 2020.

Gli Stati Uniti hanno dominato con 42,1 miliardi complessivi, grazie ai round di Robinhood (3,4 miliardi) e Stripe (600 milioni), l’Ipo di Affirm, il private listing di Coinbase e diverse quotazioni via Spac. Di questi, ben 25 miliardi sono stati investiti da Venture Capital superando la cifra record di 22 miliardi registrata nell’intero 2020.

L’Europa tiene il passo con 39 miliardi di investimenti, quota che ha già superato i 26 miliardi dell’intero anno 2020. A guidare è il Regno Unito con 24,5 miliardi, di cui 14,8 per l’operazione Refinitiv.

Record di unicorni e decacorni nel Fintech

Gli investimenti di questi mesi hanno gonfiato le quotazioni facendo affiorare nuovi unicorni (società che ha superato il miliardo di dollari di valutazione) e cosiddetti decacorni (società che ha raggiunto la doppia cifra).

Stando ai dati di Crunchbase, oggi in Europa ci sono 125 unicorni, di cui 39 derivano dai servizi finanziari. Negli ultimi sei mesi, sono emersi ben 19 unicorni in più, che hanno superato il miliardo nel semestre. Inoltre, a inizio anno il continente contava un solo decacorno, Klarna, che a marzo aveva raccolto fondi sulla base di una valutazione di 31 miliardi, lievitata a 45,5 miliardi in neanche tre mesi. Oggi se ne sono aggiunti altri due, Revolut passata dai sei miliardi del luglio 2020 a 33 miliardi un anno dopo, e Checkout, triplicata di valore in un anno a 15 miliardi.

Gli unicorni europei hanno raccolto in totale 22,6 miliardi di dollari, metà dei quali solo nei primi sei mesi del 2021, e nel complesso hanno raggiunto una valutazione di 178 miliardi.

Per fare un confronto, negli Stati Uniti ci sono 100 unicorni, di cui 5 con valutazione in doppia cifra. In testa agli unicorni c’è Stripe, la società privata a maggior valore al mondo on una valutazione da 95 miliardi di dollari.

Fintech sempre più sostenibile e femminile

Secondo l’analisi di Italian Angels for Growth (IAG) condotta su 477 startup italiane nel periodo luglio 2020-giugno 2021, il fintech è il settore in cui è maggiore la crescita dell’attenzione rivolta a tematiche ESG, superando per esempio il settore digital (25% vs 14%). Ad oggi le startup che incorporano questi criteri sono decisamente aumentate.

Negli ultimi 12 mesi, inoltre, è stato riscontrato un incremento sostanziale della presenza di almeno una donna nel team delle startup Fintech analizzate: più di una startup su 3 rispetta questa caratteristica (35%, rispetto al 25% del 2020). Analizzando lo stadio di sviluppo delle società in cui è presente almeno una donna nel team di fondatori, nel 2020 si nota come la maggioranza di startup (1 startup su 2) rientrava nello stadio di Proof of Concept (mentre solo il 22,7% arrivava a fatturare). Questo dato cambia sensibilmente nel periodo giugno 2020 – giugno 2021: sono infatti molte di più le startup con presenza femminile che raggiungono il cosiddetto product-market fit ed una presenza di ricavi già consistente (35%).

Le prospettive per il futuro

Il primo semestre dell’anno è stato un periodo piuttosto florido per il mercato degli investimenti globali nel settore Fintech. Le prospettive per il futuro restano ottimistiche, nel prosieguo del 2021 gli investimenti globali dovrebbero rimanere sostenuti.

Secondo le previsioni, i pagamenti digitali resteranno il settore più attraente per gli investimenti, mentre le soluzioni di finanziamento basate sui ricavi, i modelli banking-as-a-service e i servizi B2B attireranno livelli crescenti di investimenti.

Dato l’aumento delle transazioni digitali e il conseguente aumento di attacchi informatici e ransomware, anche le soluzioni di sicurezza informatica ricopriranno un ruolo importante.