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Come il venture capital sta reagendo alle condizioni macro-economiche attuali

Numeri, Segnali e Trend del mercato: un’analisi approfondita su quello che sta succedendo nel mondo del VC

Gli investitori di tutto il mondo stanno monitorando attentamente le nuove condizioni economiche e di mercato. Durante il World Economic Forum di Davos di fine maggio 2022, si è discusso dei diversi fenomeni che stanno influenzando il mercato: la guerra in Ucraina, l’aumento dei tassi d’interesse, l’accelerazione dell’inflazione, i timori di recessione, le crisi alimentari e la ritirata dei mercati pubblici.

OurCrowd, partner di Doorway, ha ammesso che, insieme ad altri fondi di investimento, ha ricevuto feedback dalle società in portafoglio che iniziano a risentire di queste condizioni di mercato difficili. I prezzi delle valutazioni e la domanda di operazioni private si stanno appiattendo. Ciò rappresenta una vera e propria sfida per società in portafoglio che hanno bisogno di raccogliere nuovi capitali. Tuttavia, sul fronte dei nuovi investimenti, si aprono interessanti opportunità per assumere posizioni in nuove società a prezzi molto più interessanti. A lungo termine, le nostre prospettive si mantengono rialziste per quanto riguarda gli investimenti tecnologici nel prossimo decennio, pur tenendo d’occhio gli sviluppi attuali e futuri guardando ai passati cambiamenti ciclici e secolari del mercato.

Dopo anni di crescita esplosiva in cui gli investimenti globali in VC sono decuplicati, raddoppiando in un solo anno dal 2020 al 2021 fino a circa 650 miliardi di dollari, la curva si è appiattita nel primo trimestre del 2022. Il volume in dollari dei capitali di rischio, come rilevato da Crunchbase News in un nuovo rapporto, ha raggiunto il picco nel novembre 2021. Dall’ultimo picco registrato nel novembre 2021, il valore degli investimenti nel VC è sceso nella maggior parte dei mesi, prima di calare di altri 5 miliardi di dollari ad aprile 2022.

Nonostante il minimo da 12 mesi, non stiamo assistendo a un calo drammatico. Secondo Crunchbase, l’importo investito in società private nel mese di aprile è pari a $47 miliardi, inferiore solo del 10% rispetto a marzo di quest’anno. Anche il calo su base annua non è massiccio, con il conteggio dell’aprile 2022 inferiore solo del 12% ai $53.5 miliardi dell’aprile 2021. In generale, una diminuzione del 10-12% dei finanziamenti non è un calo enorme, soprattutto se si considera che il totale di aprile supera ancora di gran lunga i finanziamenti di un qualsiasi mese del 2020, con una cifra compresa tra i 5 e i 29 miliardi di dollari.

Quindi se è vero che l’andamento progressivo segna una contrazione, è anche vero che il paragone con gli anni precedenti rimane positivo e, guardando lo storico dei trimestri, è chiaro come tradizionalmente il primo trimestre è sempre meno performante degli altri tre nell’arco dell’anno. Inoltre, l’Italia, come verrà spiegato più avanti nell’articolo, essendo un mercato ancora poco sviluppato in questo settore rispetto ad altri, registra una controtendenza.

Osservando i finanziamenti per fase, emergono alcune tendenze più sfumate:

  • Seed: le aziende in fase seed hanno raccolto 3 miliardi di dollari nell’aprile 2022. I finanziamenti per la fase seed sono diminuiti di mese in mese, ma sono comunque cresciuti del 14% rispetto all’anno precedente;
  • Early Stage: i finanziamenti nella fase iniziale sono stati i più bassi degli ultimi 12 mesi, con 14,3 miliardi di dollari. Questa fase di finanziamento è scesa di mese in mese e si è mantenuta stabile su base annua rispetto all’aprile 2021;
  • Late Stage: i finanziamenti in fase avanzata, che tendono a fluttuare più di ogni altra fase, sono rimasti invariati rispetto al mese di marzo, ma sono diminuiti del 19% rispetto all’anno precedente.

Una tendenza che emerge chiaramente dai dati di Crunchbase: il calo maggiore per fase, anno su anno, si sta verificando nei finanziamenti in fase avanzata.

Le cause?

Il fatto che il settore del venture capital si stia tirando indietro non dovrebbe essere una sorpresa. Questo primo trimestre del 2022 appare decisamente complesso dal punto di vista dello scenario socio-economico-politico globale e si tratta di un’incertezza di fondo che è molto diversa da quella generata dalla pandemia in quanto si va verso una riassetto profondo degli equilibri globali, generato sia dallo scenario, tanto drammatico quanto imprevedibile, sia dalla spinta, tutt’altro che esauritasi, della necessità di intervenire sui problemi strutturali come, primo tra tutti, il cambiamento climatico.

All’inizio di questa settimana, ad esempio, TechCrunch ha parlato del calo delle valutazioni delle startup nella maggior parte delle fasi. Molte aziende che hanno visto un boom pandemico stanno ora sperimentando un livellamento, danneggiando ulteriormente la domanda degli investitori per le categorie precedentemente ricercate. Anche alcune recenti IPO in settori tecnologici con un’ampia attività di startup stanno soffrendo di bruschi crolli.

Il macroambiente: Il mandato fiscale COVID con massicci stimoli monetari

Come esplicita Sequoia, uno dei fattori determinanti è sicuramente stato lo stimolo monetario massiccio durante il mandato fiscale Covid. In risposta al Covid, i governi di tutto il mondo hanno intrapreso una “combinazione di stimoli fiscali e monetari straordinari” per superare la crisi e colmare il vuoto di domanda creato dalla pandemia. Ciò ha contribuito ad evitare una recessione estremamente grave, ma ha avuto delle conseguenze. Durante la pandemia, la stampa di denaro si è manifestata nei prezzi degli asset, soprattutto nelle aziende che si ritenevano avvantaggiate da questioni come il lavoro a distanza e l’accelerazione del commercio elettronico. Quando l’economia si è riaperta, la creazione di liquidità si è manifestata in strozzature e distorsioni nell’economia reale, causando problemi alla supply chain e pressioni sui prezzi, in quanto la domanda ha superato l’offerta. Le tendenze inflazionistiche sono accelerate dall’inizio del 2022, con la guerra in Ucraina che ha esacerbato le complessità della supply chain e la compressione dei prezzi delle materie prime.

Al momento, più importante dell’inflazione è l’aumento delle aspettative di inflazione a lungo termine espresse dal mercato obbligazionario, dove le aspettative di inflazione a 5 anni sono al livello più alto degli ultimi decenni.

Il macroambiente: Il capitale era gratuito, ora è costoso

Quando i mercati hanno digerito questa svolta, gli asset più performanti (aspettative sui tassi erano in calo) – tecnologia, biotecnologie e le recenti IPO – sono stati quelli che hanno registrato le performance peggiori. In poche parole, il funzionamento dei business model sta venendo rivalutato in un mondo in cui il capitale ha un costo elevato.

Questo sarebbe meno importante se si trattasse solo di nuovi multipli attribuiti a “ogni dollaro di fatturato”. Tuttavia, gli indicatori di mercato, tra cui i prezzi delle azioni più ampie, gli spread ad alto rendimento e la curva dei rendimenti, stanno iniziando a dare segnali di allarme di un ulteriore deterioramento economico. Quindi potrebbe non trattarsi solo di un riassetto delle valutazioni. “Stiamo appena iniziando a vedere come il crescente costo del denaro si ripercuote sull’economia reale”. Facendo un veloce esempio nel settore immobiliare: negli ultimi 6 mesi, a causa del cambiamento del costo del denaro, un nuovo mutuo è diventato più costoso del 67% per la stessa casa – il più grande shock percentuale degli ultimi 50 anni, riportando l’accessibilità degli alloggi ai livelli visti l’ultima volta al culmine del boom immobiliare. Per questo motivo, i mercati pubblici prevedono già un forte rallentamento dell’attività immobiliare. Indubbiamente, situazioni come questa si stanno verificando in tutti i settori in risposta alle recenti dinamiche di mercato.

I mercati pubblici

Il 61% di tutte le società di software, internet e fintech scambia ora al di sotto dei prezzi pre-pandemia 2020. I titoli non mega-cap sono in calo in misura significativamente maggiore rispetto al Nasdaq, in calo del -28% dal novembre 2021. Hanno perso più di due anni di apprezzamento del prezzo delle azioni. Questo avviene nonostante molte di queste aziende abbiano più che raddoppiato sia il fatturato che la redditività.

Concludendo, negli ultimi due anni la pandemia ha costretto il governo a stimolare l’offerta di capitale. La guerra ha avuto un impatto sui prezzi del gas. I problemi della supply chain hanno fatto aumentare i prezzi portando all’inflazione.

Nonostante la traiettoria a lungo termine del venture capital sia una curva ascendente di innovazione e crescita, il percorso non è rettilineo, ma a zig-zag. Noi ci siamo ora imbattuti in uno di questi zigzag. Ma ricordiamo che i periodi di contrazione del mercato pubblico e di correzione dei prezzi si sono spesso rivelati annate eccellenti per gli investimenti VC. Jonathan Medvev, CEO di OurCrowd, dice “siamo fermamente convinti che, con un buon pricing e valutazioni corrette, continueremo a trarre profitto dal finanziamento della crescita delle società in portafoglio fino alla redditività e all’uscita di successo”. Inoltre, Alfred Lin, partner di Sequioia, sottolinea in particolar modo l’importanza di affrontare la realtà rimanendo flessibili ed adattandosi velocemente: “Non è il più forte della specie a sopravvivere, né il più intelligente, ma quello più reattivo al cambiamento”. Importante anche tenere conto che l’Italia nel settore investimenti VC rimane ancora indietro rispetto ad altri paesi mondiali ed europei, e proprio per questo motivo, si registrerà una controtendenza. Se l’andamento del venture capital in prospettiva globale registra qualche rallentamento e se in Europa i dati sono buoni, in Italia sono ottimi. La crescita in capitali investiti tra il Q1 2021 e il Q1 2022 è del 35% passando da 311 milioni di euro a 420 milioni di euro investiti, 54 round e 10 exit.