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6° report italiano del CrowdInvesting: prosegue la crescita

L’Osservatorio Crowdinvesting della School of Management del Politecnico di Milano (PoliMi), ha presentato il 20 luglio, il 6° Report italiano sul Crowdinvesting.

L’appuntamento annuale dedicato all’analisi dei dati degli ultimi 12 mesi (periodo 1 luglio 2020 – 30 giugno 2021) e delle ultime novità sull’industria dell’equity crowdfunding e del social lending in Italia, quest’anno ha avuto il focus sul nuovo Regolamento UE 2020/1503 sulla raccolta di capitale online che entrerà in vigore a partire dal prossimo autunno.

Crowdinvesting:

I dati che emergono dal Report sono molto positivi e mostrano un buon trend di crescita. Grazie al crowdinvesting, nel periodo esaminato sono stati raccolti, complessivamente 503,7 milioni di euro di finanziamenti con una crescita del 172% rispetto al periodo precedente

Dallo studio emerge come i 51 portali di Equity Crowdfunding autorizzati da Consob (9 in più rispetto all’anno scorso) abbiano generato un flusso di 127,6 milioni di euro da collocamenti di equity e 22,3 milioni da collocamenti di minibond (+696% sull’anno precedente). I 28 portali di social lending hanno contribuito alla raccolta complessiva con 43,2 milioni di euro prestati a individui e 310,6 milioni a imprese.

Tutti i numeri dell’Equity Crowdfunding

Le campagne di raccolta di capitale di rischio sono state finora 831, di cui 588 chiuse positivamente, 183 chiuse senza raggiungere il target minimo di raccolta e 60 ancora in corso.

Con 209 progetti chiusi, l’ultimo anno segna un nuovo record storico, con una crescita del 13,6% rispetto al precedente; la pandemia di Covid-19 non sembra quindi aver frenato le raccolte.

Il tasso di successo delle raccolte è sopra il 90%, per un valore medio del target (per i progetti non immobiliari) di 190.385 euro, stabile nel 2020 e nel 2021, mentre per i progetti immobiliare la cifra è pari a 912.915 euro di media.

Nei progetti non immobiliari, la quota di capitale offerta in cambio del denaro raccolto è in media il 9,23% e si rafforza la pratica di offrire titoli senza diritto di voto sotto una certa soglia di investimento.

Per quanto riguardo l’importo minimo di investimento per le campagne, nel 2% dei casi questo è stato inferiore a € 100; compreso fra € 101 e € 499,99 per il 46% delle campagne; fra € 500 e € 1.000 per il 39%; fra € 1.001 e € 2.000 per il 4%; fra € 2.001 e € 5.000 per il 7%; superiore a €5.000 per il 2% delle campagne.

Negli ultimi 12 mesi ben 5 offerte chiedevano un ticket d’ingresso pari ad almeno € 50.000. Una testimonianza dell’efficacia della normativa sulla raccolta di capitale dei portali online nel coinvolgere non soltanto i “piccoli investitori” ma anche investitori più sofisticati e con le possibilità di partecipare a raccolte di capitale molto più significative rispetto alla media.

Fra le emittenti emerge una netta predominanza di startup (il 57%) mentre le PMI sono solo il 14% del campione. Dal punto di vista della divisione per regioni prevale ancora ampiamente la Lombardia, seguita da Lazio ed Emilia Romagna.

Per quanto riguarda i risultati operativi, a seguito delle campagne alcune aziende migliorano in termini di fatturato e marginalità, altre no. Solo il 7,3% del campione analizzato è diventato profittevole nell’immediato, superando i target previsti nel business plan iniziale. Tutte le altre imprese rimangono sotto le aspettative, in termini di rapporto fra dato effettivo e dato obiettivo.

Il nuovo Regolamento UE sull’Equity Crowdfunding

La novità rilevante per i prossimi mesi sarà l’implementazione del Regolamento (UE) 2020/1503 relativo ai fornitori europei di servizi di crowdfunding (European Crowdfunding Service Providers, ECSP) che entrerà in vigore il prossimo 10 novembre. A parlarne durante la presentazione del Report, Toni Marcelli, consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario.

Come riassunto da Marcelli, il nuovo Regolamento prevede l’innalzamento della soglia di emissione a 5 milioni di euro per le offerte di crowdfunding presentate da un determinato titolare di progetti (periodo di 12 mesi). Inoltre l’Esma ha istituito un registro pubblico e aggiornato di tutti i fornitori di servizi di crowdfunding autorizzati e di tutte le piattaforme di crowdfunding che operano nell’UE. Le piattaforme iscritte al registro avranno l’obbligo di presentare una scheda prodotto (di 6 facciate) contenente le informazioni chiave sull’investimento e rispettare requisiti prudenziali più rigidi. In particolare, dovrà essere accantonato l’importo che risulterà maggiore tra 25 mila euro e un quarto delle spese fisse generali dell’anno precedente, riesaminate annualmente, che devono comprendere il costo di gestione dei prestiti per tre mesi qualora il fornitore di servizi di crowdfunding agevoli anche la concessione di prestiti. I presidi prudenziali potranno essere sia sotto forma di fondi propri sia come polizza assicurativa o una garanzia comparabile. In alternativa potranno essere una combinazione delle due opzioni precedenti.

Infine il regolamento distingue gli investitori sofisticati dagli investitori non sofisticati, destinatari di diversi gradi di tutela. In particolare, per gli investitori non sofisticati sarà premura delle piattaforme, in caso di investimento superiore a 1000 euro, dare avvertenza sui rischi, ricevere un consenso esplicito da parte dell’investitore e conferma della piena comprensione dell’investimento e dei relativi rischi.

Le prospettive per il futuro

Coerentemente con i risultati della ricerca, il Politecnico di Milano prevede una crescita ulteriore del mercato dell’equity crowdfunding in Italia nei prossimi mesi. Altri portali otterranno la licenza per collocare minibond e si stima che la raccolta per questo segmento sarà pari a 35 milioni nei 12 mesi a seguire. Per le campagne di raccolta di capitale di rischio, il target per il prossimo anno è una raccolta di € 120 milioni per i portali non immobiliari e di € 50 milioni per i portali immobiliari.