Equity Investing online Guide


Equity Crowdfunding

Il crowdfunding è un particolare tipo di finanziamento alternativo che consente a imprenditori che hanno dei progetti e delle necessità, ma - rispettivamente - non i tutti i fondi per realizzarli o soddisfarli, di provare ad accedere a risorse economiche di terzi attraverso specifiche piattaforme online, andando ad offrire ai propri sostenitori delle ricompense di natura finanziaria o non finanziaria. 

L’Equity Crowdfunding è una forma di investimento che consente agli investitori di finanziare startup e PMI costituite in forma di Società di Capitali, attraverso portali online autorizzati da Consob, erogando un contributo finanziario in cambio di partecipazioni societarie delle stesse imprese con diritti di tipo patrimoniale e amministrativo.

Il modello equity–based prevede quindi che il finanziamento avvenga sotto forma di capitale di rischio e che l’investitore diventi socio a tutti gli effetti della società che propone il progetto imprenditoriale.

Per questioni di sicurezza è stato stabilito che la gestione di portali sia riservata a due categorie di soggetti: i soggetti autorizzati dalla Consob, iscritti in un apposito registro tenuto dalla stessa Autorità o le banche e le imprese d’investimento (SIM), già autorizzate alla prestazione di servizi di investimento.

La regolamentazione italiana dell’istituto dell’Equity Crowdfunding

L’Italia è stato il primo paese dell’Unione europea a dotarsi di un corpus normativo specifico per regolamentare il fenomeno dell’Equity Crowdfunding attraverso l’emanazione del D.L. del 18 Ottobre 2012 n.179 (c.d. “Decreto crescita bis”) e il completamento del Regolamento Consob del 26 Giugno 2013 n.18592.

Con il successivo Decreto-Legge del 24 Gennaio 2015 n.3 (c.d. “Investment Compact”) la possibilità di raccogliere capitali di rischio online tramite le piattaforme autorizzate, viene estesa anche alle PMI Innovative e, con la Legge di Bilancio 2019, a tutte le PMI.

La società proponente attraverso una attuazione di aumento di capitale a pagamento, mediante emissione di nuove partecipazioni, offre la sottoscrizione delle stesse a terzi per mezzo dei portali online.

Per approfondire: Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio online, Consob.

Obblighi del gestore

Il Regolamento Consob del 26 Giugno 2013 n.18592 e successive modifiche e integrazioni, ha disciplinato gli obblighi che ogni gestore, soggetto titolare del portale, è tenuto a rispettare nell’espletamento della sua attività.

Doorway S.r.l., per mezzo del proprio Portale autorizzato:

Opera con diligenza, correttezza e trasparenza in modo tale da evitare eventuali conflitti di interesse che incidano negativamente sugli interessi degli investitori e delle società offerenti.

Rende disponibili agli investitori in maniera dettagliata, corretta, chiara, non forviante e senza omissioni, tutte le informazioni riguardanti l’offerta che sono fornite dall’offerente affinché gli stessi possano ragionevolmente e compiutamente comprendere la natura dell’investimento, il tipo di strumenti finanziari offerti e i rischi ad essi connessi e prendere le decisioni in materia di investimenti in modo consapevole.

Richiama l’attenzione degli investitori sull’opportunità che gli investimenti in attività finanziaria ad alto rischio siano adeguatamente rapportati alle proprie capacità finanziarie.

Assicura che le informazioni fornite tramite il portale siano aggiornate ed accessibili per i dodici mesi successivi alla chiusura dell’offerta e per i cinque anni successivi a richiesta degli interessati.

Per approfondire i singoli obblighi presenti in capo a Doorway S.r.l. si rinvia al Titolo III del Regolamento Consob, articoli nn. 13, 14, 15, 17, 18, 19, 20 e 21. 

Rischi

Rischio di perdita del capitale investito

Il regolamento dell’Equity Crowdfunding consente di sottoscrivere solo strumenti partecipativi di capitale delle startup e delle PMI, si tratta quindi di investimenti rischiosi perché quando si acquistano “titoli di capitale” si diventa soci delle società offerenti e si partecipa al rischio economico connesso allo svolgimento dell’attività imprenditoriale, questo implica la possibilità per gli investitori di perdere l’intero capitale investito.

È opportuno pertanto investire solo le somme per le quali si ritiene di poter sostenere la perdita integrale.

Inoltre, con riferimento all’intero portafoglio dell’investitore, è sempre una saggia regola quella della diversificazione: in considerazione alla sua elevata rischiosità l’investimento in Equity Crowdfunding dovrebbe rappresentare una percentuale limitata del portafoglio complessivo.

Rischio di illiquidità

Lo strumento finanziario di partecipazione al capitale di una startup o di una PMI non è negoziato in mercati regolamentati dove gran parte della domanda e dell’offerta di titoli viene convogliata.

Questi strumenti quindi presentano un grado più elevato di illiquidità in quanto potrebbero incontrare difficoltà di vario tipo in occasione della vendita:

  • Difficoltà di trovare una controparte interessata all’acquisto;
  • Difficoltà di negoziare un prezzo di trasferimento che rappresenti l’effettivo valore.

Liquidità agevolata dalla sezione “Private Deals” di Doorway

Il rischio di illiquidità è collegato al divieto di scambiare gli strumenti partecipativi in capitale di rischio di startup e PMI sui mercati regolamentati e al fatto che non esista un c.d. “mercato secondario” organizzato nel quale sia possibile effettuare la compravendita una volta che gli strumenti sono stati sottoscritti tramite l’intestazione diretta.

L’offerta di portali di Equity Crowdfunding può essere infatti un’offerta di ‘sola sottoscrizione’, ossia di strumenti finanziari di nuova emissione.

Resta ferma la possibilità di effettuare la compravendita tra privati, nel rispetto delle norme stabilite per i singoli casi.

Il 10 ottobre 2019 è stata pubblicata la Delibera della Commissione sulla Modifica del Regolamento Consob n. 18592 del 26 giugno 2012 sulla raccolta di capitali tramite portali online per l’adeguamento alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2019. In particolare l’Art 25-bis “Bacheca elettronica”, al fine di agevolare lo smobilizzo dell’investimento effettuato tramite piattaforme di crowdfunding, sul modello di quanto già implementato in altri Stati membri dell’Unione europea e in coordinamento con le proposte in discussione in sede europea, introduce una disposizione volta a consentire ai gestori di portali di istituire – quale attività connessa alla loro principale attività – una bacheca elettronica per la pubblicazione delle manifestazioni di interesse alla compravendita di strumenti finanziari, che siano stati oggetto di offerte concluse con successo nell’ambito di una campagna di crowdfunding, svolta sul proprio portale.

Doorway a tal proposito, si fornisce di una sezione denominata “Private Deals” dove l’investitore registrato può informare gli altri investitori della propria intenzione di cedere, in tutto o in parte, la propria quota di partecipazione in una o più società nelle quali abbia investito tramite la Piattaforma stessa. Non è possibile per un investitore dare notizia tramite tale sezione del proprio intento di cedere partecipazioni diverse da quelle di società che abbiano fatto una campagna sul portale, né dare alcun altro tipo di informazione.

Tale sezione è visibile unicamente agli investitori registrati sulla Piattaforma che abbiano effettuato almeno un investimento sulla Piattaforma, oppure a quegli utenti registrati sul portale che, pur non avendo partecipato ad una campagna, abbiano comunque compilato il questionario di appropriatezza MiFID, e si configura come una mera “bacheca” utilizzabile unicamente da tali soggetti e messa semplicemente a disposizione sul portale Doorway, senza però che Doorway abbia alcun tipo di operatività ulteriore rispetto alla sua messa a disposizione dei sopra citati soggetti.

Per approfondire: Delibera n. 21110, Modifiche al Regolamento Consob n. 18592 del 26 giugno 2013 sulla raccolta di capitali di rischio tramite portali online e successive modifiche e integrazioni (Regolamento Crowdfunding) per l’adeguamento alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2019.

Investor Education

Doorway intende assicurarsi che gli investitori comprendano le caratteristiche e i rischi connessi all’investimento in capitale di rischio di startup e PMI.

A tal proposito, prima dell’investimento, ciascun investitore è obbligato a prendere visione delle informazioni messe a disposizione dal portale e dei materiali che concernono l’investor education forniti da Consob.

Successivamente, al fine di perfezionare l’investimento, l’investitore è altresì tenuto a completare il questionario MiFID, attraverso il quale sarà riconosciuta la conformità dell’investitore a operare consapevolmente sulla Piattaforma.

Un punteggio non conforme al livello di rischio delle offerte presenti sul portale non preclude per l’investitore la possibilità di investire.

Per approfondire: Presentazione Consob: Equity Crowdfunding, cosa devi assolutamente sapere prima di investire in una startup innovativa tramite portali online.

Benefici fiscali

Startup innovative e PMI innovative

L’Art 29 del DL 18/10/2012 n.179 (conv. L. 17/12/2012) prevede una normativa di favore che consente ai soggetti passivi IRPEF e ai soggetti passivi IRES di detrarre o dedurre le somme investite in startup innovative.

La disciplina fiscale di favore prevista per i soggetti che investono in startup innovative è stata modificata e resa permanente dal 2017 (art. 1 Legge 232/2016; comunicato stampa MEF 2/10/2017) e autorizzata dalla Commissione europea (SA 47184 18/09/2017).

Per effetto del Decreto del 7 maggio 2019 del MEF che recepisce le indicazioni di cui all’autorizzazione della Commissione europea del 17 dicembre 2018, le agevolazioni fiscali vengono estese anche agli investimenti effettuati in PMI innovative.

In particolare, la normativa prevede:

  • Per i soggetti IRPEF una detrazione dall’imposta lorda pari al 30% delle somme investite nel capitale sociale di startup o PMI innovative, l’investimento massimo detraibile non può eccedere l’importo di 1.000.000 di euro, per ciascun periodo di imposta agevolato, per un risparmio massimo conseguibile pari a 300.000 euro anno. Per i soci di società in nome collettivo o in accomandita semplice l’importo per il quale spetta la detrazione è determinato in proporzione alle rispettive quote di partecipazione agli utili.

Se la detrazione supera l’imposta lorda, l’eccedenza può essere portata in detrazione entro i 3 anni successivi.

  • Per i soggetti IRES una deduzione dal reddito pari al 30% delle somme investite nel capitale sociale di startup o PMI innovative, l’investimento massimo deducibile non può eccedere, in ciascun periodo d’imposta, l’importo massimo di 1.800.000 di euro e comporta un risparmio IRES massimo annuo di 129.600 euro (considerando l’aliquota IRES al 24%).

Qualora la deduzione sia di ammontare superiore al reddito complessivo dichiarato, l’eccedenza può essere computata in aumento dell’importo deducibile dal reddito complessivo nei periodi di imposta successivi, ma non oltre il terzo, fino a concorrenza del suo ammontare.

Anche gli investimenti in via indiretta, ossia effettuati mediante la Società Veicolo di scopo, beneficiano delle suddette agevolazioni fiscali.

Tabella riepilogativa delle agevolazioni fiscali
Detrazioni / Deduzioni Tetto massimo dell’investimento
Persone fisiche (Soggetti passivi IRPEF) 30% investimenti in startup e PMI Innovative. 1.000.000 euro annui
Persone giuridiche (Soggetti passivi IRES) 30% investimenti in startup e PMI innovative. 1.800.000 euro annui